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quadrato magico, sator arepo tenet opera rotas, anello salomone, e-book: La verità nascosta

E-BOOK: LA VERITA' NASCOSTA

Soffitto astronomico del cenotafio
di Sethi I Quadrato Magico: Rotas Opera Tenet Arepo Sator, svelato l'enigma del Quadrato Magico. Egitto, Roma Imperiale, Crociate, Templari... Un interessante ed originale ricerca che mette in discussione la teoria evoluzionistica di Darwin.

Il Quadrato Magico, questo è il nome con cui è conosciuto, è un palindromo formato da cinque parole di cinque lettere che possono essere lette indifferentemente nelle quattro direzioni dei lati del quadrato stesso.
Questa formula (Rotas Opera Tenet Arepo Sator) era molto diffusa nelle località dell'Impero Romano, probabilmente propagandata anche per mezzo dei legionari di guarnigione. Nel 1937 fu ritrovata cinque volte in Mesopotamia e se ne hanno esempi in Egitto, in Cappadocia, in Britannia e in Ungheria. Per esempi più recenti, cioè non appartenenti all'epoca dell'Impero Romano, occorre fare riferimento al Medioevo e in particolar modo alle costruzioni sacre che sono attribuite all'Ordine dei Monaci Templari e a quelle in qualche modo con loro collegabili.

Quadrato Magico di Pompei Gli esempi più antichi e facilmente databili, almeno per quanto concerne il periodo, sono quelli ritrovati a Pompei che come noto fu sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e che quindi devono appartenere sicuramente a un periodo anteriore all'eruzione. Le due testimonianze pompeiane, delle quali rimane soltanto una riproduzione grafica di quella ritrovata su una colonna della Grande Palestra, sono state determinanti per lo svolgimento di questa ricerca che senza le informazioni da esse apprese sicuramente non avrebbe avuto quelle fondamenta che servono a reggere duemila anni di storia. L'altro esempio di "Quadrato Magico", che chiameremo d'ora in poi "Sator", ritrovato sempre durante gli scavi archeologici condotti tra il 1925 e il 1936, queste sono le date in cui lo studioso Della Corte trovò i due palindromi, era nella casa di Paquio Proculo, duumviro intorno al 74 d.C..
Dando una lettura particolare dell'enigma, prendendo come punto di partenza e di riferimento Pompei, ho compiuto un viaggio attraverso la storia, la mitologia e le credenze delle antiche civiltà. Ho proseguito poi attraverso il Medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri, dove la scienza, forse, potrebbe dare conferma ad una storia che ha dell'incredibile e dello straordinario allo stesso tempo.

Particolare del mosaico pavimentale situato nella chiesa  del Battista Decollato a Pieve Terzagni (Cr) Sarà una vera discussione fatta soprattutto di domande, alle quali si cercherà di dare una risposta. L'interpretazione da me data al "Sator" vuol essere quel tassello mancante che fa risultare inspiegabili e incomprensibili credenze ed usanze dell'antichità e non solo.
Sarà molto interessante scoprire come questa formula sia molto diffusa. L'Europa, soprattutto l'Italia e la Francia, ha numerosissimi esempi che è possibile trovare nell'originale formula disposta a quadrato, oppure sotto forma di un testo classico o a comporre un cerchio. Per la soluzione da me data occorrerà fare riferimento alla disposizione classica, ossia quella quadrata.
Ho dedicato un particolare interesse alle credenze religiose delle antiche civiltà interpretando, sempre in modo soggettivo ed originale, alcune opere d'arte. Molto interessanti sono alcuni dipinti pompeiani che ho collegato con le rappresentazioni presenti sui soffitti delle tombe dei grandi faraoni.
Le grandi costruzioni delle cattedrali, attribuite al periodo delle Crociate e quindi dei Templari, troveranno anch'esse un interessante riferimento con l'Antico Egitto, fino ad arrivare alla Piana di Giza.
La Certosa di Trisulti poi, con gli enigmatici dipinti del pittore napoletano Filippo Balbi, sarà come piace definirla a me una sorta di prova del "nove" di quanto emerso dal "Sator".

LA SOLUZIONE DELL'ENIGMA

A Pompei prima dell'eruzione del 79 d. C. si parlava e si scriveva un latino volgare, fondamenta delle lingue romanze.
Per arrivare alla soluzione dell'enigma che racchiude il "Sator" è a questa lingua che bisogna fare riferimento. Ad essa appartiene l'indicazione della chiave di lettura, ad essa appartengono alcune parole della soluzione stessa.
Il latino volgare non era soltanto la lingua parlata dagli strati più bassi della popolazione ma la lingua parlata da tutti con sfumature a seconda della provenienza e della classe sociale di appartenenza.
Come abbiamo visto l'esempio di "Sator" trovato a Pompei ha posto al di sopra dello stesso un Triangolo e al di sotto la scritta "ANO". Sono questa figura geometrica e questa corta parola la chiave per "scardinare" il segreto nascosto nel "Sator".
La parola "ANO" significa anello (dal latino classico ANUS, ANUM), l'anello da prendere in considerazione è l'anello che contiene il triangolo.
A questa figura corrisponde l'anello per antonomasia, l'Anello Sigillo di Salomone che ricevette da suo padre Davide e dal quale deriva il nome del simbolo che si ottiene con l'unione di due triangoli: la Stella di Davide o Esagramma.
E' questa la chiave che indica la strada e il percorso di lettura che occorre compiere attraverso le lettere contenute nell'enigma.
Sovrapponendo la stella al "Sator" ci si accorge di come queste due figure siano complementari:

                       

Partendo dalla punta rivolta verso l'alto e procedendo verso sinistra si ottiene un determinato tracciato per il quale si passa una sola volta per lo stesso segmento (è l'unico percorso che dà origine ad una frase traducibile). La parola "AENEAS " è data dalle lettere che rimangono fuori da quel determinato tracciato.
Leggendo le lettere seguendo quel determinato percorso si ottiene la seguente frase (i colori indicano il percorso seguito):
TORO TRA PER SATOR PETO AENEAS.
IL TORO TRAMUTA PER MEZZO DEL CREATORE VERSO L'UOMO.
E' chiaro che AENEAS indica l'uomo perché la fattura del "Sator" è da attribuire ai Romani.
Nella versione medievale, capovolta rispetto a quella romana, si procederà verso destra.

Quadrato Magico del pittore Filippo Balbi (disegno di Pasqualina Galasso)IL SATOR DEL PITTORE FILIPPO BALBI

Nella Certosa di Trisulti è presente un dipinto del pittore napoletano Filippo Balbi eseguito intorno al 1860 e nel quale è contenuto il "Sator".
Osservando la figura è possibile notare un personaggio mitologico (l'Abante) dalle chiare sembianze taurine e una scritta al di sotto del "Sator": "MA IL CAMBIAR DI NATURA E' IMPRESA TROPPO DURA".
Si ottiene così la seguente frase: "IL TORO TRAMUTA PER MEZZO DEL CREATORE IN UOMO, MA IL CAMBIAR DI NATURA E' IMPRESA TROPPO DURA".

"La verità nascosta.lit" è segnalato su:
italianisticaoline.it Dossier sul libro elettronico in Italia a cura di Luigi Maria Reale.
descrittiva.it Riflessioni di Paolo Manzelli. Vedi anche: cervello e creatività